Periodo

Gennaio 2019 - Aprile 2021

Tipo di progetto

Formazione
Inclusione sociale

Territorio

Isola d'Elba
Livorno
Cecina
Piombino

Partner

Consorzio Astir, ASL Zona Elba e dell’Associazione Samarcanda

Finanziamento

POR FSE
Regione Toscana

Stato

Concluso

Abstract:

L’Alternativa c’è è un progetto finanziato sull’asse POR FSE della Regione Toscana che nasce dalla volontà del Consorzio Astir, della ASL Zona Elba e dell’Associazione Samarcanda di mettere insieme l’esperienza maturata nell’ambito del lavoro all’interno degli istituti penitenziari. La progettazione all’interno della quale si colloca il progetto, infatti, prevede la messa in rete di soggetti dei diversi territori della Regione Toscana, al fine di integrare le varie esperienze, costruendo progetti di ampio respiro e durata.

Dalla sinergia tra i soggetti sopra descritti nasce dunque l’idea del progetto L’Alternativa c’è che prende avvio nel mese di Gennaio 2019 nel territorio della provincia di Livorno, coinvolgendo i tre Istituti penitenziari presenti: Casa di reclusione di Porto Azzurro Pasquale De Sanctis, Casa Circondariale di Livorno Le Sughere e la Casa di reclusione di Gorgona.

l'alternativa c'è

Oltre agli Istituti penitenziari, il progetto prevede il coinvolgimento dell’ufficio UEPE della provincia di Livorno, per la segnalazione dei soggetti in misure detentive alternative.

Il progetto, seppur con qualche declinazione particolare in base alla effettiva differenza degli istituti coinvolti, prevede due azioni principali:

1) La prima azione coinvolge le persone detenute all’interno degli istituti, le persone in regime di detenzione domiciliare o che stanno scontando la pena comminata con misure alternative. Per queste persone è previsto un breve ma importante percorso di 3 colloqui con un professionista allo scopo di eseguire un semplice bilancio di competenze e redigere un CV. Questo percorso ha lo scopo, oltre che di conoscere la persona presa in carico dal progetto, anche di individuare le risorse e le capacità di ciascuno dei beneficiari, così da identificare nel miglior modo possibile il successivo percorso di inserimento lavorativo. Infatti, al termine di questi colloqui, la persona viene inserita in un percorso di stage in azienda durante il quale potrà sperimentarsi nel vero e proprio inserimento lavorativo.

2) La seconda azione coinvolge, invece, le persone inserite in percorsi di messa alla prova e lavori di pubblica utilità. A queste persone, segnalate dagli operatori dell’UEPE, saranno dedicati due colloqui ciascuno per un breve percorso di conoscenza e riconoscimento delle risorse e delle competenze, così da sostenerli nella ricerca e collocamento mirato presso Enti e/o associazioni che nel territorio accolgono questa tipologia di percorsi. 

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